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venerdì 2 maggio 2014

LA LETTERATURA ETERNA - Christian Bobin





foto di Edouard Boubat


La letteratura eterna è la più antica medicina del mondo.  È anteriore alla scrittura. Prima di depositarsi su tavolette di argilla, ha purificato delle voci, ha placato delle anime. Essa continua a farlo ogni volta che una madre si china sul suo bambino intorpidito dalla stanchezza, e racconta una storia, canta una canzone.


tratto da Autoritratto di Christian Bobin (AnimaMundi Edizioni)

domenica 8 settembre 2013

ISTANTANEE di Christian Bobin


Venerdì 6 settembre
Non cerco la pace ma la gioia, e credo che per trovarla convenga cercare ovunque, senza metodicità, e preferibilmente nell'ambito della vita ordinaria, minuscola. 
(Christian Bobin, Autoritratto, Anima Mundi Edizioni)


martedì 13 agosto
Sotto c'è l'abisso. Per non scivolarci dentro mi aggrappo a un filo d'erba. Da quarantacinque anni mi ci aggrappo, ed esso tiene, miracolosamente tiene.
(
Christian Bobin, Autoritratto al radiatore, AnimaMundi Edizioni)


Mi accingo a vedere la natura solo in modo intermittente, perché ciò è troppo bello. E' come se restassi troppo a lungo davanti a un baule pieno di monete d'oro e di gioielli: diventerei cieco. 
(
Christian Bobin, La luce del mondo, Gribaudi)

venerdì 2 novembre 2007

L’INFANZIA E L’ATTENZIONE SONO INCHIOSTRO PER I LIBRI DI CHRISTIAN BOBIN.

Leggendo le prime pubblicazioni, che risalgono ormai a più di vent’ani fa, ci si rende conto che Bobin è hanté, ossessionato dalle ragioni dello scrivere e del leggere. I suoi scritti sono pieni di definizioni al riguardo. Egli non vuole proprio appartenere alla categoria degli scrittori “professionisti”: ovvero a quelle persone che sentono di aver raggiunto un traguardo e, per questo, si pongono al di sopra degli altri e della stessa vita. Per lui lo scrivere non è un mestiere e se lo si vuole considerare tale allora c’est un métier d’enfant. L’infanzia è fondamentale perché è il regno dell’attenzione – come l’intendeva Cristina Campo. “Se ci fosse per me una saggezza, - scrive Bobin - sarebbe l’arte di esserci pienamente, con un’attenzione estrema, costante. E’ per questo che i bambini mi affascinano, per questo dono che hanno di esserci pienamente nel puro presente. Ho una profonda complicità con loro.»[1] Il bambino è in grado di vedere. L’adulto – ognuno di noi ne fa esperienza - di rado. Bobin ci invita, con garbo e delicatezza, a riconoscere il valore della nostra vita. Parole come “luce”, “gioia”, “presenza pura” sembrano essere disseminate nei suoi libri in modo così vasto quasi a voler accompagnare, con estrema delicatezza, chi legge, a se stesso; all’attenzione, all’importanza dell’esserci pienamente: alla purezza dello sguardo.
Di una giovane donna che vive una vita che non è la sua, scrive: “Ora, tutto quello che aveva vissuto era avvenuto in sua assenza, lontano da lei. È una cosa che accade spesso: si può rimanere per dieci anni celibi in un matrimonio. Si può parlare per delle ore senza dire una parola. Si può andare a letto con la terra intera e rimanere vergini.”[2]
Si può dichiarare al mondo “sono uno scrittore!”, si possono pubblicare anche dei libri, ma non è questo che fa, secondo Bobin (e qui si può essere d’accordo oppure no), uno scrittore. Per lo meno non per lui.
Tra le tantissime frasi disseminate nei suoi libri a questo proposito, ne scelgo solo alcune:

“Ho impiegato 43 anni per pensare e pronunciare questa frase: faccio lo scrittore” (La lumière du monde)
“Io attendo sempre una presenza: la mia e quella dell’altro” (La lumière du monde)
“Non si scrive per diventare scrittore. Si scrive per raggiungere in silenzio quest’amore che manca ad ogni amore”. (La part manquante)
“Ciò che impariamo dai libri, è la grammatica del silenzio, la lezione di luce”
“I giorni in cui non scrivo sono quelli più numerosi” (L’épuisement)
“Quando inizio a scrivere, la scrittura è già là, pronta, aspetta solo di essere ricopiata. Altrimenti è inutile – inutile cercarla, chiamarla, volerla.” (L’épuisement)
“Preferisco la vita alla scrittura. Amo la scrittura quando è al servizio della vita. Leggere per divenire colti, che brutta cosa. Leggere per riunire la propria anima nella prospettiva di un nuovo slancio, che cosa meravigliosa.” (L’épuisement)

Bobin non ama una scrittura autoreferenziale: niente orpelli né narcisismi o intellettualismi: una persona che ha il dono dello scrivere non si deve prender troppo sul serio e porre la propria scrittura, ma anche la scrittura in generale, al di sopra della stessa vita. Egli sembra voler difendere soprattutto se stesso da questo rischio:
“un passero si è posato sul bordo della finestra, mi ha guardato con curiosità non priva di canzonatura, chiedendosi cosa potesse occuparmi così tanto. E’ volato via quando ha capito che si trattava soltanto della scrittura di un libro” (Ressusciter)

“Ma un vero scrittore è qualcuno che viene a casa mia e che scosta dal mio tavolo le cose che mi impedivano di vedere”[3]. È ciò che Rilke compie a casa della protagonista del racconto Una storia che nessuno voleva

Io vivo, come tutte le persone di questa città, dentro il gigante (le officine Schneider n.d.r.), in una parte del suo corpo, all’estremità di un suo dito, poiché il mio appartamento si trova in una delle periferie della città. E scrivo. E sono incapace di prendere sul serio questa attività che è da sei anni, l’unica della mia vita che mi dà abbastanza denaro per vivere e dormire un vero sonno, profondo. Ieri sono andato a pagare le tasse. Davanti a me c’era un disoccupato. Stavo per pagare e quello che avrei pagato non avrebbe tolto nulla al mio sonno. Lui, più o meno della mia età, chiedeva che non gli prendessero quel poco che gli rimaneva. Perché c’è una tale differenza tra le persone? Tra le loro fortune? Non mi dispiace vedere i miei libri portarmi pane e sonno. Prendo quel che mi danno. Ma vedendo quell’uomo ho pensato che non sopportavo gli scrittori quando parlano, con l’aria dei martiri, della sofferenza dello scrivere, della difficoltà del loro lavoro. Un lavoro è quello che un giorno può esservi tolto. Conosco scrittori poveri, ma non ne conosco nessuno disoccupato: privato dello scrivere – e dunque della gioia, perché, non raccontiamo storie, quella di scrivere è una gioia pura, e qualsiasi altro discorso al riguardo è disgustoso. [4]

Inutile aggiungere che concordo pienamente.

[1] Christian Bobin, La lumière du monde. Paroles réveillées et recueillies par Lydie Dattas, "Collection Folio" Gallimard, Paris 2001, p.111 «S’il y avait pour moi une sagesse, ce serait: l’art d’être là pleinement, avec une attention extrême, soutenue. C’est pour cela que les enfants me fascinent, par ce don qu’ils ont d’être pleinement là, dans le pur présent. J’ai une profonde complicité avec eux»
[2] Christian Bobin, L’inéspérée, Editions Gallimard 1994, p. 88
[3] Christian Bobin, La lumière du monde, 2001 p.73.
[4] Christian Bobin, Autoritratto, San Paolo 1999, p.64

PERCHE' CHRISTIAN BOBIN? (una bibliografia aggiornata)

Da dove nasce il mio amore per i libri di Christian Bobin? Il primo libro che lessi fu Autoritratto, me lo regalò Lorenzo (oggi mio marito) quando eravamo ancora amici. Mi scrisse queste parole come dedica, era il 20 agosto del 1999:
“Ciò che trovo è mille volte più bello di ciò che cerco” (Autoritratto pag. 72)
Per chi non cerca nulla, lo stupore è continuo e la gioia non ha limiti: ogni gioia. Grazie!
p.s. Solo la gioia tra noi: questo è il nostro patto, questa è la realtà. Tu stupendamente mi accogli, sempre. Non cambiare nei miei confronti, non avere paura: fidati di me. Lorenzo
In questo libro, Bobin raccontava il suo dolore per la perdita delle carissima amica Ghislaine; Lorenzo vi aveva trovato parole calde, vere e colme di dolore, nelle quali riconoscersi. Io non stavo vivendo nessuna perdita di persona amata ma quel libro mi donò tanto: un livre de chevet che non smette di donare parole buone, perché autentiche.
Ho da poco finito l’ultimo libro Une bibliothèque de nuages uscito nel settembre 2006 presso la bellissima casa editrice Lettres vives (stampa dei librini davvero magnifici) e non ancora disponibile nel mercato italiano. Sono trascorsi più di dieci anni dalla morte di Ghislaine. Bobin ha perduto diverse persone care (i genitori, l’amico scrittore e poeta Jean Grosjean e tanti altri), eppure in queste pagine, c’è un amore per la vita smisurato e una riconciliazione profonda con la morte che ha sfiorato anche lui, quando aveva ancora vent’anni e, recentemente, nel marzo 2006, come egli stesso ci scrive:
Avevo vent'anni e ho rischiato di morire. (Une bibliothèque de nuages, p. 30)
Nel marzo 2006, la mano di Dio, nella quale riposa il mio cuore fiducioso, si è contratta all'improvviso (Une bibliothèque de nuages, p. 61)
La morte è accanto alla vita quotidiana come una candela a un cumulo di paglia. Questa vicinanza terribile rende la vita meravigliosa. (Une bibliothèque de nuages, p.30)
Ogni giorno potrebbe essere l’ultimo: nessuno dunque è insignificante. (Une bibliothèque de nuages, p.31)

Per questa ragione, ma per mille altre, mi piace riportare sul blog la sua bibliografia (spero completa,o quasi)
Eccola:
BIBLIOGRAFIA delle opere di Christian Bobin (ordine cronologico, l’asterisco indica le opere che sono state pubblicate in Italia o che sono in corso di pubblicazione)
Lettre pourpre (Ed. Brandes, 1977)
Le feu des chambres (Ed. Brandes, 1978)
Le baiser de marbre noir (Ed. Brandes 1984)
Souveraineté du vide (Ed. Fata Morgana, 1985 ; Gallimard/Folio 1995)
L'homme du désastre (Ed.
Fata Morgana, 1986)
*Le huitième jour de la semaine (Ed. Lettres Vives, 1986)Dame, roi, valet (Ed. Brandes, 1987)
Lettres d'or (Ed. Fata Morgana 1987)
L'enchantement simple (poésie, Ed. Lettres Vives, 1989; Gallimard, 2001)
*La part manquante (Gallimard, 1989 ; Gallimard/folio 1994)
Le colporteur (Ed. Fata Morgana 1990)

*Éloge du rien (Ed. Fata Morgana, 1990)
La vie passante (Ed. Fata Morgana,1990)
*La femme à venir (Gallimard, 1990 ; Gallimard/Folio 1999)
*L'autre visage (Ed. Lettres Vives, 1991)
La merveille et l'obscur ( Ed. paroles d'Aube, 1991)
Une petite robe de fête (Gallimard, 1991 ; Gallimard/folio 1993)
*Le Très bas (Gallimard, 1992 ; Gallimard/folio 1995)
Un livre inutile (Ed. Fata Morgana,1992)
Isabelle Bruges ( Le Temps qu'il fait, 1992 ; Gallimard/folio, 1999)

*L'éloignement du monde (Ed. Lettres Vives, 1993)
L'inespérée (Gallimard, 1994 ; Gallimard/folio, 1996)

*L'épuisement (Le Temps qu'il fait, 1994)
Quelques jours avec elles ( Le Temps qu'il fait, 1994)
Une rose des vents : une conversation avec Christian Bobin de Yvon Le Men (Parole d'Aube settembre 1994)
La folle allure (Gallimard, 1995 ; Gallimard/folio, 1997)
Bon à rien, comme sa mère (hors-commerce, Ed. lettres Vives, 1995)
*L'homme qui marche (Le Temps qu'il fait, 1995)

Clémence Grenouille (Le Temps qu'il fait, 1996)
Une conférence d'Hélène Cassicadou (Le Temps qu'il fait, 1996)
Gaël Premier, roi d'Abimmmmmme et de Mornelongue (Le Temps qu'il fait, 1996)
Le jour où Franklin mangea le soleil (Le Temps qu'il fait, 1996)
L'attention thématique n°2 : le grâce de la solitude, Les Amis du Fennec, 1996.
Donne-moi quelque chose qui ne meure pas, Gallimard, 1996 (avec É. Boubat).
Mozart et la pluie, Lettres Vives, 1997.
*La plus que vive (Gallimard, 1996 ; Gallimard/folio, 1999)
*Autoportrait au radiateur (Gallimard, 1997 ; Gallimard/folio, 2000)

*L'équilibriste (Le Temps qu'il fait, 1998)
*La présence pure (Le Temps qu'il fait, 1998)
*Geai (Gallimard, 1998 ; Gallimard/folio, 2000)
Coeur de neige, (Théodore Balmoral 2000)

*Tout le monde est occupé (Mercure de France, 1999 ; Gallimard/folio, 2001)
*Ressusciter (Gallimard, 2001 ; Gallimard/folio, 2003)
*La lumière du monde (Gallimard, 200 ; Gallimard/folio, 2003)
Le Christ aux coquelicots (Lettres Vives, 2002)
Louise Amour (Gallimard, 2004)
Prisonnier au berceau (Mercure de France, 2005)
Une bibliothèque de nuages (Lettres vives, 28 septembre 2006)
La dame blanche (Gallimard, 2007)
Sito francese utile per il reperimento bibliografico del’opera di Christian Bobin : http://www.ratsdebiblio.net/bobinchristian.html
BIBLIOGRAFIA delle opere di Christian Bobin (casa editrice Gallimard, l’asterisco indica le opere che sono state pubblicate i Italia)
http://www.gallimard.fr/
*LA PART MANQUANTE [1989] , 112 pages, 118 x 185 mm. Collection Le Chemin, Gallimard -nouv. ISBN 2070715388. 12,50 €
Le même ouvrage , 108 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 2554) (1994), Gallimard -nouv. ISBN 2070388425. 3,50 €
*LA FEMME À VENIR [1990] , 144 pages, 118 x 185 mm. Collection Le Chemin, Gallimard -rom. ISBN 2070718336. 14,10 €
Le même ouvrage , 144 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 3254) (1999), Gallimard -rom. ISBN 9782070410149. 4,60 €
UNE PETITE ROBE DE FÊTE [1991] , 112 pages, 118 x 185 mm. Collection Le Chemin, Gallimard -nouv. ISBN 2070722449. 13,00 €
Le même ouvrage , 96 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 2466) (1993), Gallimard -nouv. ISBN 2070387240. 5,10 €
*LE TRÈS-BAS [1992] , 144 pages sous couv. ill., 120 x 205 mm. Collection L'un et l'autre, Gallimard -ess. ISBN 2070727157. 13,00 €
Le même ouvrage , 132 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 2681) (1995), Gallimard -ess. ISBN 2070388603. 3,50 €
L'INESPÉRÉE [1994] , 140 pages, 118 x 185 mm. Collection blanche, Gallimard -nouv. ISBN 2070736539. 12,70 €
Le même ouvrage , 120 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 2819) (1996), Gallimard -nouv. ISBN 2070394557. 3,50 €
LA FOLLE ALLURE [1995] , 144 pages, 140 x 205 mm. Collection blanche, Gallimard -rom. ISBN 2070743160. 13,00 €
Le même ouvrage , 176 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 2959) (1997), Gallimard -rom. ISBN 2070402029. 5,10 €
SOUVERAINETÉ DU VIDE suivi de LETTRES D'OR , 108 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 2680) (1995), Gallimard -ess. ISBN 9782070392728. 3,50 €
ISABELLE BRUGES , 132 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 2820) (1996), Gallimard -rom. ISBN 2070394395. 5,10 €
*LA PLUS QUE VIVE [1996] , 112 pages sous couv. ill., 120 x 205 mm. Collection L'un et l'autre, Gallimard -rom. ISBN 2070745821. 14,50 €
Le même ouvrage , 120 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 3108) (1999), Gallimard -rom. ISBN 2070406954. 3,50 €
*AUTOPORTRAIT AU RADIATEUR [1997] , 176 pages, 118 x 185 mm. Collection blanche, Gallimard -ess. ISBN 2070749789. 13,80 €
Le même ouvrage , 176 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 3308) (2000), Gallimard -ess. ISBN 2070411702. 5,10 €
*GEAI [1998] , 112 pages, 118 x 185 mm. Collection blanche, Gallimard -rom. ISBN 2070753204. 12,20 €
Le même ouvrage , 120 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 3436) (2000), Gallimard -rom. ISBN 2070415066. 3,00 €
TOUT LE MONDE EST OCCUPÉ [1999] , 128 pages, 118 x 185 mm. Collection bleue, Mercure de France -rom. ISBN 2715221738. 12,50 €
Le même ouvrage , 128 pages, 118 x 185 mm. Éditions numérotées (2000), Mercure de France -rom. ISBN 2715221746.
L'ENCHANTEMENT SIMPLE suivi de *LE HUITIÈME JOUR DE LA SEMAINE, LE COLPORTEUR et de *L'ÉLOIGNEMENT DU MONDE [2001] , préface de Lydie Dattas, 192 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Poésie/Gallimard (No 360), Gallimard -poes. ISBN 2070418103. 6,00 €
*LA LUMIÈRE DU MONDE [2001]. Paroles réveillées et recueillies par Lydie Dattas , 176 pages, 140 x 205 mm. Collection blanche, Gallimard -ess. ISBN 2070760715. 16,00 €
Le même ouvrage , 176 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 3810) (2003), Gallimard -ess. ISBN 9782070427116. 5,10 €
*RESSUSCITER [2001] , 176 pages, 1 ill., 140 x 205 mm. Collection blanche, Gallimard -ess. ISBN 2070760685. 12,95 €
Le même ouvrage , 176 pages, 1 ill., sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 3809) (2003), Gallimard -ess. ISBN 9782070427109. 5,10 €
TOUT LE MONDE EST OCCUPÉ , 120 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 3535) (2001), Gallimard -rom. ISBN 2070419258. 3,00 €
LOUISE AMOUR [2004] , 144 pages, 140 x 205 mm. Collection blanche, Gallimard -rom. ISBN 2070737403. 13,00 €
Le même ouvrage . Édition revue par l'auteur, 160 pages sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 4244) (2005), Gallimard -rom. ISBN 2070309800. 4,60 €
PRISONNIER AU BERCEAU [2005] , 104 pages, 21 ill., 140 x 205 mm. Collection Traits et portraits, Mercure de France -memo. ISBN 271522592X. 14,00 €
*LA PART MANQUANTE [2007]. Lu par l'auteur . Contient 2 CD audio. Durée d'écoute : environ 2 h 10 mn sous couv. ill., 140 x 125 mm. Collection Écoutez lire, Gallimard -nouv.
PRISONNIER AU BERCEAU , 128 pages, 21 ill., sous couv. ill., 108 x 178 mm. Collection Folio (No 4469) (2007), Gallimard -memo. ISBN 9782070339600. 4,60 €
Christian Bobin, Édouard Boubat
DONNE-MOI QUELQUE CHOSE QUI NE MEURE PAS [1996] , 112 pages, 72 ill., sous couv. ill., 230 x 280 mm. Albums Beaux Livres, Gallimard -art. ISBN 2070115224. 29,50 €
LA DAME BLANCHE [2007] , 136 pages, 120 x 205 mm. Collection L'un et l'autre, Gallimard -ess. ISBN 9782070784929. Parution : 15-11-2007. 14,50 €
LETTRES VIVES
Per avere notizie sulla casa editrice Editions Lettres vives ricopiare sul proprio motore di ricerca il seguente indirizzo : http://www.lmda.net/mat/MAT01506.html. Si troverà un’ i ntervista con Michel Camus, fondatore con Claire Tévian della piccola casa editrice francese. Fare la stessa cosa con il seguente indirizzo :
http://pretexte.club.fr/revue/entretiens/entretiens-editeurs/entretiens/michel-camus.htm

OPERE PUBBLICATE IN ITALIA
Francesco e l’infinitamente piccolo (San Paolo, 1994)
La donna che sarà (Archinto 1995)
L’uomo che cammina (Qiqajon 1998)
Più viva che mai (San Paolo 1998)
Autoritratto (San Paolo 1999)
Geai (San Paolo, 2000)
Presenze (Perosini, 2000)
Elogio del nulla (Servitium 2002)
Resuscitare (Gribuadi 2003)
Distacco dal mondo (Servitium 2005)
L’equilibrista (Servitium 2005)
Consumazione (Servitium in collaborazione con Città aperta 2006)
La parte mancante (Servitium, 2007)
L'amore è proprio una piccola cosa... con delle conseguenze meravigliose (Gribaudi 2007) (titolo originale: Tout le monde est occupé)